lo dico qui,

perché non avrei voglia comunque di missive private.

ti sei ritrasferito lungo l’aniene, perché la teoria dell’espiazione di cui spesso ti riempivo la testa è la tua gabbia,

e allora, perché t’ho voluto bene, ti preferisco nello sforzo di liberartene, mentre tieni la mano a una sconosciuta in chissà quale buco dell’ex jugoslavia,

pagina che, sei mesi fa, gelò il profilo d’un’estate torrida e ora mi pare il più naturale dei gesti, per uno che prova a fuggire se stesso.

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