ci siamo procurati mali così a fondo, in passato, che leggere cose sue per un’altra mi dà speranza per tutti e due.

per iniziare da capo, pensando che, se gli aerei li costruisci, magari pure ti piaceranno come mezzo locomotorio, devo guardare da un’altra parte, dove, se non ce la sentiamo d’investire nel mercato lento dei sentimenti, puoi sempre raccontarmi delle tue estati in paese. io lo so che il pensiero martellante di dover essere altrove condiziona tutte le mie manifestazioni d’affetto, da sempre, e per questo, per non asserragliarti nel mio gabbiotto d’insofferenza e unghie masticate,  parto ( vagoni pieni di gente di chiesa), due volte in quattro giorni, per raggiungere un appartamento di un metro quadro, interamente occupato da un divano letto che s’impone unico spazio vitale, in una città in cui pago 5 euro uno yogurt da mangiare in piedi davanti al consiglio di stato, mentre tiziana piange a dirotto sul mio montgomery nuovo.

non mi ha spaventato niente, se non che tra poco è natale.

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